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il Movimento 5 Stelle

un fatto

Il movimento 5 stelle ci pare esprimere, tra l'altro:

  • un disagio per la crisi economica, sentito soprattutto tra i giovani come preoccupazione per il posto di lavoro
  • accentuato da una indignazione per la corruzione e i privilegi della casta, vista come autroreferenziale e insensibile al volere dei "cittadini".

Il movimento 5 stelle si basa sulla centralità della democrazia (diretta): il suo nucleo centrale è l'idea che a comandare debba essere la gente e non la casta, i politici.

Questa idea non è del tutto sbagliata perché è giusto che a comandare sia la gente, la totalità dei cittadini. Ma la gente non può decidere nel dettaglio la soluzione a tutti i problemi che la politica deve affrontare. Può dare indicazioni di massima ai rappresentati eletti, lasciando a questi ultimi il compito di declinare nel concreto quelle indicazioni.

Infatti non si può decidere il dettaglio politico senza avere delle competenze che richiedono studio, tempo ed esperienza, quali non tutti possono avere.

elementi fondamentali

Vi sono molti elementi di debolezza:

  1. il Movimento a 5 stelle non ha un patrimonio teorico di riferimento, non, almeno, esplicitato chiaramente: pretende di rappresentare “la” gente, “i” cittadini, come se non ci fossero diverse visioni del mondo e diversi interessi.
  2. Si illude di poter consultare continuamente i cittadini, promessa evidentemente ingannanevole perché irrealizzabile.
  3. Non ha una programma che affronti convincentemente tutti i problemi sul tappeto.
  4. Nei punti di programma presentato cade in vistose, gravissime contraddizioni demagogiche.
  5. Non ha un personale politico adeguatamente formato e sperimentato.

Accanto ad essi stanno comunque anche istanze positive, benché collocate in un contesto che non permette loro di svilupparsi convenientemente:

  • l'esigenza che i partiti siano più in ascolto della gente (questo è vero su alcuni temi, mentre su altri temi i partiti danno anche troppo ascolto alla gente: se non fosse vera questa seconda cosa non ci troveremmo con un debito pubblico di 2000 mld);
  • l'esigenza che ciò passi anche attraverso una qualche forma di consultazione frequente, se non continua.
  • il superamento della sclerotizzata contrapposizione destra/sinistra.

A.punti deboli

1. in assenza di riferimenti teorici, illusoria pretesa di neutralità

Tutti i partiti che noi conosciamo hanno dei riferimenti teorici, in qualche modo filosofici: i partiti della sinistra hanno avuto almeno per lungo tempo come riferimento Marx, i partiti di ispirazione cristiana la Dottrina sociale della Chiesa (e autori come Maritain, Mounier, ecc.), i partiti laici moderati i classici del liberalismo. Anche nell'epoca del tramonto delle ideologie c'è almeno una qualche chiarezza sull'antropologia di riferimento, più individualista a destra, più collettivista a sinistra, così come c'è una accettabile chiarezza sul ruolo dello stato in rapporto alla società, più leggero per la destra, più marcato per la sinistra.

Ma qual è il riferimento del Movimento di Grillo? Dice di essere dalla parte delle gente. Ma questo è generico: non c'è la gente: ci sono diversi gruppi, diverse impostazioni, diversi valori, diverse visioni-del-mondo, c'è gente che la pensa in un modo e gente che la pensa in un altro modo. E ci sono interessi diversi: ci siamo dimenticato la grande lezione di Marx? Almeno parzialmente il filosofo ebreo aveva ragione a dire che ci sono inevitabilmente interessi contrastanti.

La neutralità è impossibile: chi pretende di essere neutrale, di (voler) rappresentare tutti, mente, dice qualcosa di irrealizzabile.

2. la consultazione permanente, una proposta inapplicabile

Come si potrebbero consultare permanentemente i cittadini, attuando una democrazia digitale?

Ci sono degli evidenti ostacoli:

  • Occorrerebbe che tutti avessero accesso a internet, cosa che non è (ancora) attuale;
  • occorrerebbe che si fosse certi della identità di chi accede al sito che dovrebbe raccogliere le volontà dei cittadini, ma anche questo è reso impervio dalla possibilità di assumere false identità;
  • occorrerebbe che i cittadini avessero tempo e mezzi per dedicarsi allo studio dei tanti problemi tecnici che il Parlamento deve affrontare: se già un qualsiasi parlamentare delega sostanzialmente ai suoi colleghi in commissione il giudizio su un dato problema, perché è difficile anche per lui, che si dedica alla politica a tempo pieno, conoscere tutti i problemi, quanto più difficile sarebbe per un comune cittadino tenersi adeguatamente informato sulle tante questioni complesse che devono essere affrontate.
  • Chi stabilirebbe quali sono le alernative su cui esprimersi e votare? Chiunque ha esperienza di realtà assembleari sa quanto importante sia la scelta delle mozioni che vengono messe ai voti: nel caso di una democrazia digitale chi la effettuerebbe?
  • Se i padri costituenti hanno unanimemente voluto limitare la democrazia diretta, ad esempio non ammettendo referendum propositivi, ma solo abrogativi, una buona ragione ci sarà: il fatto è che chi non ha tempo di esaminare a fondo i problemi complessi rischia di scegliere per la possibilità più comoda e gradevole nel breve periodo, che potrebbe però rivelarsi rovinosa nel medio-lungo termine. Anche per questo i filosofi, a partire da Platone e da Aristotele, hanno messo in guardia contro la demagogia.
  • Nel pensiero del M5S i partiti devono (e sono destinati a) scomparire: erano scomparsi anche nell'Unione sovietica, anche nella Germania nazista, anche nell'Italia fascista. Non sono parentele imbarazzanti? Ci può essere democrazia senza partiti? Non sarebbero gli individui ancora più schiacciati dal Potere, non potendo organizzarsi in appartenenze intermedie tra sé e lo Stato, come già auspicava Tocqueville come antidoto a nuovi dispotismi solo apparentemente democratici?

3. incompletezza del programma

Il programma del M5S, a quanto ci risulta, affronta solo una piccola parte dell'arco dei problemi che devono essere affrontati da un Parlamento e da un Governo.

Questo si spiega con il proposito di consultare permanentemente il popolo della Rete, il che però riporta alle obiezioni appena viste al secondo punto.

4. assenza di formazione del personale politico

Questa sarebbe ancora la cosa meno grave, se non che non possiamo tacere il fatto che i partiti “tradizionali”, o meglio “i” partiti formano il loro personale politico e prima di mandare uno in Parlamento uno deve fare una sua adeguata “gavetta”.

Grillo invece manda in Parlamento gente poco preparata, senza esperienza nell'ambito locale. Anche questo è un limite.

B. elementi condivisibili

Ma ci sono, abbiamo detto, anche dei punti del M5S che possono essere condivisi.

partiti più in ascolto della società

È un fatto che i partiti (tradizionali) non hanno saputo ascoltare la gente su alcuni temi, ad esempio

  • il cosidetto taglio ai costi della politica (in cui noi non metterremmo l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, che vorrebbe dire lasciare i partiti in balia dei potentati economici, ma solo un suo ripensamento),
  • una nuova legge elettorale, che ad esempio
    • reintroduca le preferenze
    • e permetta la governabilità
  • una più efficace lotta alla corruzione e agli sprechi di denaro pubblico.

È perciò necessario che si corregga rapidamente questa mancanza.

qualche forma di maggiore democrazia diretta

Abbiamo già detto che riteniamo impraticabile, e potenzialmente violenta la proposta di una democrazia digitale come espressione della volontà popolare tramite il web.

Tuttavia tra una elezione e l'altra sarebbe giusto dare la parola alla gente e seguirne le indicazioni di massima.

Come potrebbe avvenire ciò? Già qualche tempo fa pensavamo a una forma di Parlamento allargato o retro-Parlamento, composto da un numero molto elevato di cittadini (poniamo un milione, o qualcosa di meno, ma non molto), eletti contestualmente ai parlamentari veri e propri, col compito di fare da raccordo tra Parlamento e totalità dei cittadini.

Questi retro-parlamentari avrebbero il compito

  • di seguire i lavori parlamentari, tenendosi costantemente informati,
  • raccogliendo d'altro lato le esigenze e i suggerimenti della gente (ciò che non sarebbe difficile, essendo, poniamo, in rapporto di 1 a 100) e trasmettendole ai parlamentari veri e propri.

Il voto del retro-Parlamento dovrebbe avere un valore di indirizzo vincolante per il Parlamento vero e proprio. Non vincolerebbe cioè sul dettaglio delle leggi, ma sul loro orientamento complessivo. Nel caso il retro-Parlamento si esprimese contro una data legge a maggioranza qualificata (poniamo dei 3/4) la legge non potrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato o dovrebbe considerarsi abrogata, se già promulgata.

il superamento di una rigida contrapposizione destra/sinistra

È giusto che si superino gli schematici e sclerotici stereotipi per cui uno che è a favore dei diritti dei lavoratori non possa guardare con preoccupazione a un'immigrazione fuori controllo, o uno che è contro uno Stato fiscalmente troppo pesante non possa essere sensibile al tema dei diritti umani.

I 5 stelle possono dare un contributo al superamento di questa sclerosi.

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