i morti per il covdi

Riflettendo sul covid-19

e su come è stato affrontato

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destra e sinistra davanti al covid

Riflettiamo qui brevemente sulla vicenda del covid e su come è stata affrontata da persone e istituzioni. Innanzitutto possiamo ricordare che mentre nella fase iniziale (quasi) tutti erano preoccupati per il covid, ben presto hanno cominciato a manifestarsi due grandi schieramenti: - chi diceva che il covid era effettivamente una cosa molto grave, che giustificava l’adozione di misure molto severe per prevenirlo, per evitare che il contagio si diffondesse - e altri che invece a un certo punto hanno cominciato a parlare di una bufala, di una esagerata accentuazione della gravità del pericolo, per cui le misure messe in atto sembravano esagerate.

Grosso modo la prima tesi, quella della gravità del covid e della necessità di misure restrittive anche energiche, era più diffusa a sinistra. E ciò per motivi di vario genere: - uno è che in genere la sinistra ha come base sociale dei lavoratori con uno reddito fisso, uno stipendio assicurato e che potevano quindi essere meno danneggiati dalle misure restrittive. - In secondo luogo che la mentalità tipica della sinistra tende ad essere piuttosto amica delle regole e quindi tendenzialmente al tipo umano di sinistra va anche bene dover sottostare a delle regole.

Viceversa la destra, avendo come base sociale una realtà imprenditoriale, quindi una realtà che poteva essere seriamente danneggiata dalle chiusure (negozi chiusi, ristoranti chiusi, fabbriche chiuse), era più restia ad accettare misure restrittive. A questo si aggiunge il fatto che specularmente alla sinistra, la mentalità tipica della destra si caratterizza da insofferenza verso le regole e anche questo ha contribuito ad alimentare una insofferenza verso le misure restrittive e alla minimizzazione del pericolo costituito dal Covid.

Tuttavia bisogna fare due importanti eccezioni legate all’anagrafe, nel senso che c’erano persone di destra ma di età avanzata che non erano contrarie alle misure restrittive, in quanto per la loro età temevano di poter prendere il Covid e di poter morire. Viceversa c’erano dei giovani di sinistra che non erano favorevoli alle misure restrittive, le consideravano con insofferenza non solo perché l’età giovanile è genericamente insofferente a dei vincoli, ma anche perché per un giovane è molto importante la compagnia dei coetanei e quindi l’isolamento impediva qualcosa che per un giovane è di vitale importanza. Questo è un po’ lo scenario sintetico dei due grandi schieramenti che si sono formati davanti all’emergenza Covid. Una seconda questione è di vedere come le istituzioni abbiano reagito al Covid, se lo abbiano fatto in modo adeguato oppure no.

i governi e il covid

E qui bisogna dire che non tutti i paesi hanno affrontato il Covid allo stesso modo, come ha ripetutamente osservato Paolo Musso, i paesi dell’estremo Oriente e anche la Nuova Zelanda e l’Australia hanno affrontato il Covid in modo più energico ed efficace di quanto abbiano fatto i paesi occidentali. ### colpevoli sì Il grosso limite delle istituzioni occidentali è stato quello di fare le cose a metà, cioè di adottare, sì, delle misure restrittive ma fino a un certo punto senza spiegare fino in fondo la situazione in cui eravamo. Questo limite che hanno anche in questo caso dimostrato le istituzioni occidentali è del resto ricorrente soprattutto nello schieramento progressista, cioè il non fare le cose fino in fondo perché non si ha il coraggio, l’accortezza o la saggezza di spiegare alla gente in che situazione ci si trova e perché quella situazione potrebbe legittimare delle misure che costano dei sacrifici. Per cui siccome l’opinione pubblica da un certo punto in poi cominciava a diventare stanca delle misure restrittive, si sono allentate le misure, al di là di quanto poteva essere consigliabile. ### ma fino a un certo punto In terzo luogo possiamo dire che sono fiorite anche riguardo al covid durante la pandemia delle ipotesi complottiste, per cui la frangia estrema dello schieramento che si opponeva alle restrizioni ha finito col formulare l’idea che il covid fosse tutta una invenzione, il frutto di un complotto. Ma questa ipotesi, come del resto qualunque ipotesi complottista, non ha fondamento, non è vera. Perché? Innanzitutto perché non si capisce bene quale sarebbe stato l’interesse dei governi a creare una bufala di questo genere. E’ sì vero che da un lato dover adottare delle misure estreme di carattere restrittivo in qualche modo coincide con un rafforzamento dei poteri dello Stato e quindi chi è al governo può sentirsi tentato dal fatto di accentrare il potere in sé, esagerando il pericolo che giustifica questa accentrazione di potere. Ma d’altro lato questa possibile motivazione (che magari un po’ c’è anche stata), è più che abbondantemente compensata dal fatto che adottare misure restrittive produceva inevitabilmente dei danni economici di cui un governante non può assolutamente essere contento. Sarebbe assurdo che ci fosse un governo che mette in atto delle misure che non possono non creare dei danni economici, perché questo inevitabilmente porta a un malcontento diffuso nell’elettorato. E questo per un governo di un Paese democratico è qualcosa di rovinoso. Quindi questa ipotesi complottista, come tutte le ipotesi complottiste, è priva di fondamento razionale.

covid-19 e vaccini

Un ultimo argomento legato al covid è sicuramente la questione dei vaccini, che ha dato nuovo spazio alle posizioni novax. Diciamo meglio, in un primo tempo una schiacciante maggioranza di persone non vedeva l’ora che venissero creati dei vaccini, perché in questo modo potesse finalmente finire l’incubo delle restrizioni per la pandemia. Ma ben presto hanno cominciato a diffondersi delle posizioni novax che andavano oltre i tradizionali confini dei novax. E il motivo non è del tutto assurdo in quanto effettivamente questa volta i vaccini sono stati approntati in tempi molto rapidi, saltando le normali cautele che sono adottate prima che un vaccino possa essere autorizzato, prima che se ne possa autorizzare l’uso effettivo. La gravità della situazione giustificava in qualche modo questa fretta; però in qualche modo giustificava anche (almeno in parte) dei possibili timori sul fatto che questa volta i vaccini potessero non essere così sicuri. Qui però la questione dei vaccini in generale andrebbe distinta da quella dei vaccini contro il covid. Si può vedere la pagina su vaccini pro e contro.

📚 Bibliografia essenziale