
Putin: la politica estera
un sistematico espansionismo
Table of Contents
redazione
abilità propagandistica
verso le “masse” (soprattutto occidentali)
sa come usare la menzogna
per manipolare
e addomesticare
Anche verso l’estero Putin ha saputo dimostrare astuta progressività, e in essa una importante parte ha l’uso della parola. Putin, da buon agente e poi colonnello del KGB, sa come far sembrare vere cose false, sa come usare la menzogna per manipolare e addomesticare le coscienze.
la “neolingua” di regime
Come nel romando 1984 di Orwell il regime putiniano ha manipolato il linguaggio, piegandolo ai propri scopi di potere.
Prendiamo ad esempio la parola “nazista”: Putin (e i giudici a lui sottomessi, ossia, ormai la totalità della magistratura russa) la usano per bollare (e condannare) chiunque osi criticarlo. Facendo astutamente leva sul fatto che nella storia russa il nazismo è effettivamente stato un incubo tremendo.
Di conseguenza “denazificare” è un’altra parola magica che la propaganda di regime usa per indicare qualcosa di ben diverso da quello che si poteva intendere nella Germania dell’immediato secondo dopoguerra. “Denazificare”, cioè, nella neolingua putiniana, significa privare delle difese e sottomettere chiunque osi opporsi al potere di Putin.
A proposito di questa falsa avversione al nazismo, si possono vedere alcune divertenti vignette:
2022 02 24 hitler accarezza putin
putin come hitler putler
putin come hitler
putin filo nazista in germania
putin nazista usa carne da cannoneUn altro lemma della neolingua putiniana: “operazione speciale”. Avrebbe dovuto essere una rapida azione per abbattere un regime nazista e usurpatore (ossia il legittimo governo voluto dagli ucraini), una azione che non avrebbe dovuto coinvolgere i civili. Per molto tempo Putin vietò severamente di parlare di “guerra”. Ma alla fine la menzogna non poté che apparire come tale: l’operazione speciale era in realtà una guerra. E i civili li ha coinvolti eccome, con bombardamenti ormai quotidiani su case, scuole, ospedali.
Un’altra parolina magica delle neolingua putiniana è “estremismo”: è con questa accusa, totalmente vaga, e che in realtà significa semplicemente “non accondiscendenza alla dittatura”, si viene spediti in carcere, dalla compiacente magistratura russa. E ci si resta anche per tutta la vita (del resto la vita dei detenuti politici nella Russia putiniana non è mai troppo lunga, i carcerieri sanno come fare ad abbreviarla).
È una delle (assurde) accuse fatte a Navalny, che ha dovuto, anche in carcere, sopportare con calma ogni genere di provocazioni, sapendo che se avesse reagito anche solo minimamente, gli avrebbero appioppato altri 20 anni di carcere. Per estremismo, appunto.
emulazioni occidentali della neolingua
Questa manipolazione del linguaggio è stata fatta propria anche dai leader politici e dai giornalisti europei che fungono da quinta colonna al progetto putiniano.
Pensiamo ad esempio all’uso della parola pace: sulla bocca di leader come Salvini, o Conte, o di giornalisti come Travaglio, “pace” significa in realtà “resa”, “capitolazione”.
Esattamente come la parola “trattativa”: trattare con Putin significa “capitolare”, accettare in blocco le sue condizioni. Che tra l’altro sono in continua, inevitabile, e insaziabile evoluzione. Esattamente come per Hitler, che andava sempre più in là nelle sue richieste.
O pensiamo all’espressione “volontà del popolo”, evocata da Salvini alle ultime presidenziali russe (“bisogna rispettare la volontà del popolo”). Come se in Russia fosse il popolo a comandare! Cosa che Salvini dovrebbe sapere essere falsa. In realtà nella neolingua putiniana, fatta propria anche da tali leader nostrani, “volontà del popolo” equivale a “volontà del capo”, ossia del dittatore.
la fabbrica degli utili idioti
Ma la genialità di Putin è di essere riuscito a creare in Occidente, grazie a una azione capillare e sistematica di troll e alla diffusione sistematica di fake news, una rete di utili idioti, sapientemente ammaestrati come docili scimmiette, per lo più prive di qualsiasi senso critico.
Bisogna peraltro riconoscere che non è tutto merito suo tale creazione di un esercito di troll idioti: anche l’Occidente ha le sue colpe.
Non solo perché ha compiuto delle guerre sbagliate, ma anche perché ha trascurato di aiutare quello che un tempo si chiamava il “Terzo Mondo”, lasciandolo in preda a Russia e Cina.
E più ancora perché i leader occidentali non sanno comunicare, non sanno parlare. E non sanno capire punti di vista diversi dal loro.
E la società occidentale è una società divenuta capricciosa e miope.
Indisponibile al sacrificio.
Ma sacrifici ne occorrono per opporsi alla menzogna e all’espansionismo di regimi come quello putiniano.
leader sedotti
sovranisti
Putin (...) dove ha il potere
attua il multipolarismo?
È francamente impressionante come Putin sia riuscito a sedurre (una parte del)l’estrema destra occidentale, da Trump (o almeno da una parte consistente del mondo MAGA) all’AFD, alla Le Pen, a Salvini, presentandosi come il difensore delle identità nazionali, e l'argine messianico contro l’invasione degli stranieri (immigrati extracomunitari).
Tale seduzione non appare spiegabile solo in termini di generosi finanziamenti, che pure appare innegabile ci siano (stati e ci siano).
È probabile che qualche ruolo lo giochi anche il fatto che il nemico di Putin sono quelle istituzioni democratiche e quegli organismi internazionali, che agli occhi di una parte almeno della destra ultraconservatrice sono responsabili di una imperdonabile accondiscendenza all’immigrazione, vista come frutto di un complotto mondialista.
Stupisce come tali forze, che pure non hanno tutti i torti a rimproverare a un certo che domina nelle istituzioni sovranazionaliprogressismo di non vedere alcun problema in un certo tipo di immigrazione, non si lascino nemmeno sfiorare da un dubbio sui veri motivi di Putin. Non si lasciano nemmeno sfiorare dal dubbio che ciò che a Putin davvero interessa non sia la salvaguardia delle identità nazionali, ma dividere l’Europa. Per poterla più facilmente assoggettare.
Eppure questo sospetto non sarebbe poi così difficile: basterebbe guardare quanto Putin fa, dove ha il potere. Dice di essere a favore di un mondo multipolare, ma dove ha il potere attua il multipolarismo? Attua un decentramento? Rispetta le identità dei popoli che compongono la Federazione russa? Rispetta l’autonomia dei popoli?
Per avere una risposta, e molto chiara, basterebbe guardare a come ha affrontato la questione cecena. O come ha trattato la Georgia, strappandone un pezzo per inglobarselo. Basterebbe guardare come sta trattando l’Ucraina, e come pretende di inglobarsela. Sono comportamenti compatibili con un sincero ideale di multipolarismo e di rispetto delle identità?
In ogni caso, comunque ci sia riuscito, per non dover pensare a una completa idiozia, o a una irresponsabile corruttibilità, di certi leder nostrani, bisogna pensare che Putin disponga di una non comune capacità suasoria.
i putinati di sinistra
il regime putiniano
è tutto fuorché
economicamente egualitario
Altri sedotti dalla propaganda putiniana sono certi leader di sinistra. In parte si tratta di nostalgici del comunismo, che vedono bene chiunque si opponga all’Occidente. In parte di leader populisti, come Conte, il cui serbatoio elettorale, basato sulla demagogia e sull’assistenzialismo (vedi reddito di cittadinanza), detesta la moderazione e le regole che l’Europa impone.
E anche qui vale il principio che “i nemici dei miei nemici sono miei amici”, all’insegna della più generale convinzione, tipica del populismo demagogico, che “peggio di così non potrebbe andare”. E quindi, parafrasando la Vanoni, “proviamo anche con Putin, non si sa mai”.
Ma anche in questo caso, l’abbaglio è sorprendente: il regime putiniano è tutto fuorché economicamente egualitario, dato che la quasi totalità della ricchezza è in mano a una ristrettissima oligarchia.
nazioni sedotte
Bisogna ammettere che l’abilità di Putin non si limita a sedurre masse di utili idioti, o leader occidentali, ma ha attuato una paziente e sistematica opera di penetrazione anche in continenti extraeuropei, soprattutto l’Africa.
Lo si può vedere nella cartina qui sotto, e nella spiegazione datane da una pagina sulla penetrazione russa in Africa.
📚 Bibliografia essenziale
Stefano Caprio,
Lo zar di vetro (). la Russia di Putin, Milano 2020[ben fatto e completo, con ampli riferimenti alla storia russa.].
Antonio Maria Costa,
La Guerra di Putin (). Attacco alla democrazia in Europa, Milano 2022[un libro ben fatto, ricco di informazioni, scritto da chi conosce bene la Russia].
Adriano Dell'Asta,
La pace russa (), Roma 2023.
Sergio Romano,
La scommessa di Putin (), Milano 2022.