
FAQ
brevi domande e risposte
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prima parte: diagnosi
Perché prendersela tanto con la guerra in Ucraina? Le guerre ci sono sempre state e sempre ci saranno.
È falso che la storia sia un encefalogramma piatto. In Europa non ci sono state guerre tra Stati, dal 1945.
Quindi siamo davanti a un fatto nuovo. Nuovo rispetto alla situazione post-45.
Ma ci sono state le guerre del Golfo e la dissoluzione della Yugoslavia: non erano guerre quelle?
Non erano guerre di annessione, in cui uno Stato attaccava un altro Stato indipendente e sovrano, per prendersene un pezzo, modificando confini internazionalmente riconosciuti.
Erano
- o interventi militari volti a far rispettare il diritto internazionale (come la prima guerra del golfo),
- o a un regime change (come la 2a guerra del Golfo e l’intervento in Afghanistan),
- o guerre di secessione (come nella ex-Yugoslavia).
Ma i confini internazionalmente riconosciuti non sono qualcosa di convenzionale?
È vero (nel caso dell’Africa post-coloniale sono spesso addirittura artificiali), ma sono comunque l’unico dato oggettivo che tutti possono riconoscere.
Una volta tolto questo dato oggettivo, universalmente certificato, tutti possono sostenere tutto e il contrario di tutto.
Infatti, dalla fine della 2a guerra mondiale al 2022 tali confini sono rimasti una linea rossa che nemmeno Stalin aveva varcato. E questo ha garantito una sostanziale pace tra gli Stati (anche se non negli Stati).
Se salta questo argine, il mondo precipita nel caos: ognuno si prende tutto quello che può prendersi, senza argini.
Però Stalin aveva occupato l’Ungheria nel 1956. E Breznev aveva occupato la Cecoslovacchia nel ’68. Peggio di Putin, no? Questa storia dei confini internazionalmente riconosciuti non è una formalità?
Ci sono “formalità” che col tempo si rivelano sostanziali: il Re d’Italia per anni rimase formalmente tale, ma nel luglio del 1943 quella “formalità” si rivelò decisiva (destituì Mussolini).
I paesi del Patto di Varsavia erano indipendenti “formalmente”: vero, per molto tempo fu così. Ma l’essere formalmente indipendenti nel 1989 si dimostrò sostanziale (tant’è che intrapresero autonomamente l’uscita dal comunismo).
Sarà, ma sono affari loro: perché dobbiamo preoccuparcene noi?
- Prima di tutto perché potrebbe trattarsi di una ingiustizia, con un aggredito e un aggressore. Ed è giusto fare il possibile per impedire ingiustizie.
- In secondo luogo perché potrebbe molto facilmente riguardare anche altri oltre all’Ucraina: altrimenti perché la Svezia e la Finlandia avrebbero deciso di entrare nella NATO? Perché i paesi vicini alla Russia, come la Polonia e i paesi baltici sono così allarmati? Perché il Giappone e la Corea del Sud aiutano l’Ucraina?
- In ogni caso si tratta di un precedente.
Che cos'è un precedente?
Un fatto che apre la strada al ripetersi di altri fatti, simili.
In particolare se una certa azione viene coronata da successo, è inevitabile che altri soggetti provino a ripetere tale azione: “se hanno avuto successo loro, perché non dovrei averne io (facendo lo stesso)”?
Ma quali esempi storici ci sarebbero di precedenti?
In ambito micro, un esempio potrebbe ssere il caso di chi lanciava pietre dai cavalcavia, che suscitò un effetto di emulazione.
Ma il più celebre caso di precedente è quello del genocidio armeno, che fece da battistrada al genocidio ebraico: ci sono testimonianze che Hitler avrebbe espressamente sostenuto che come non c’era stata indignazione del mondo per lo sterminio degli armeni, così sarebbe facilmente accaduto anche per lo sterminio degli ebrei. Se l'avevano fatta franca i Turchi, perché non doveva farla franca lui?
I precedenti, insomma, esistono. E una aggressione coronata da successo apre la strada ad altre, nuove aggressioni.
La questione dei confini è formale. La sostanza è che non è detto che Putin sia l’aggressore: la NATO infatti si è espansa molto ad Est, e quindi lui si sente accerchiato.
Allora perché la Svizzera, che è circondata da paesi NATO, non da un lato solo, ma da tutti i lati, non si sente accerchiata?
Del resto nessuno ha costretto i paesi ex-comunisti dell’Est Europa a entrare nella NATO: lo hanno chiesto loro, e se lo hanno fatto è perché avevano paura della Russia. E i fatti gli stanno dando ragione.
Sì, ma la Russia è una potenza atomica, e lo sanno tutti che una potenza atomica non può accettare di avere nemici ai propri confini
A parte il fatto che a) la Russia aveva già ai suoi confini paesi NATO (più che in grado di colpirla in profondità) e b) che nessuno, prima del 2022, parlava di far entrare l’Ucraina nella NATO, c) ci sono ben altri casi di potenze atomiche che hanno ai loro confini potenze nemiche. Israele ad esempio è una potenza atomica, ed ha (avuto e continua in parte ad avare) ai suoi confini paesi che la vorrebbero addirittura cancellare dalla faccia della Terra.
Comunque è un fatto che il governo ucraino stava opprimendo i russofoni del Donbass, che non si sentono ucraini, ma russi.
Ci possono essere state esagerazioni nella politica linguistica di Kiev, ma la guerriglia nelle regioni del Donbass è stata fomentata dall’esterno, e in gran parte anche materialmente condotta da forze speciali russe penetrate in territorio ucraino.
Una conferma è anche dai risultati del referendum del 1 dicembre 1991 con cui la popolazione ucraina decise per l’indipendenza: anche le regioni del Donbass votarono a maggioranza per il distacco da Mosca.
Si vedano i dati di quel referendum
- Affluenza: 84,18% degli aventi diritto;
- a favore dell'indipendenza: 90,32% degli elettori;
- regioni del Donbass: maggioranza per opzione indipendentista.
- Crimea: il "Sì" per l’indipendenza superarò il 54%.
Comunque c’è stato un colpo di stato in Ucraina nel 2014.
Falso: ci furono manifestazioni popolari oceaniche che alla fine costrinsero alle dimissioni il governo-fantoccio, imposto da Mosca.
Fu un ripristino della legittimità istituzionale, fino ad allora sacrificata agli interessi di Mosca e di una oligarchia autoritaria.
Ma l’Ucraina ha legami storici con la Russia: perché scioglierli?
E chi li vuol sciogliere? Rompere con Hitler non era rompere con la Germania. E Putin sta alla Russia come Hitler stava alla Germania.
Tant’è vero che molti russi, stanchi della dittatura putiniana, fanno il tifo per Kiev: questa non è una guerra tra nazioni, ma tra sistemi politici: democrazia e dittatura.
Una volta che un paese si libera dalla dittatura può finalmente, allora e solo allora, intrecciare rapporti di fraternità con gli altri paesi.
Lasciamo stare Hitler perché lo sanno tutti che gli ucraini sono nazisti.
Gli ucraini hanno accolto i tedeschi, nella 2a guerra mondiale, come liberatori, perché milioni di loro erano stati massacrati da Stalin. Avrebbero accolto chiunque li avesse liberati da Stalin.
Il vero nazista invece è chiunque imita Hitler nei fatti: costruendo un regime di terrore al proprio interno e invadendo altri Stati.
Capirai, adesso salta fuori che è Putin il nazista.
Le analogie tra lui e Hitler sono tante. Oltre al vizio di eliminare fisicamente i suoi nemici interni (come la Politkovskaja e come Naval'nyj), e al vizio di invadere altri Stati, Putin imita Hitler nell’addurre motivi pretestuosi e menzogneri al suo aggressivo espansionismo: come Hitler pretendeva di difendere i tedeschi dei Sudeti, così Putin pretende di difendere i russofoni del Donbass.
Vabbeh, ma se è per questo anche in Occidente si dicono tante menzogne...
Non così spudorate: in Occidente c’è la possibilità del contraddittorio. Nel regime putiniano, no.
Insomma, allora tutto il torto è di Putin? E l’Occidente non ha nessuna colpa?
Certo che anche l'Occidente ha le sue colpe, ma c’è una linea rossa che nessun altro, non solo l’Occidente, ma nemmeno Stalin, aveva mai superato dopo il 1945. Una linea rossa che Putin sta superando: quella, come già detto sopra, di condurre una guerra di annessione.
Comunque non è immaginabile di poter sconfiggere una potenza atomica: l’Ucraina avrebbe fatto meglio ad arrendersi subito.
Gli Stati Uniti sono una potenza atomica, eppure hanno dovuto andarsene sconfitti dal Vietnam. Così la Unione sovietica, che era potenza atomica ben più forte della Russia attuale, ha dovuto fare le valigie dall’Afghanistan.
Ma di fatto la Russia sta vincendo...
Avrebbe dovuto essere una “operazione speciale”, chirurgica e veloce, tale da liquidare in pochi giorni lo scomodo governo libero di Kiev, senza colpire obbiettivi civili.
Invece sta durando da più di quattro anni, Putin è stato costretto ad arruolare soldati africani e a farsi aiutare da nord-coreani e iraniani. Ha dovuto subire consistenti controffensive ucraine (che hanno liberato Karkiv e Kherson), ha visto infrangersi la milizia scelta di Prigozin (ammazzato poi da Putin per il suo tentativo di rovesciarlo). Non riuscendo a vincere sul campo, ho virato sul terrorismo contro i civili: fosse comuni, torture, rapimenti di decine di migliaia di bambini per rieducarli all’ideologia imperialista russocentrica. Per non parlare di continui attacchi a case, ospedali, scuole, mezzi di trasporto civile.
Insomma, una guerra lunga, sporca e che sta vedendo gli ucraini, benché presi a pesci in faccia da Trump, sempre più in grado di colpire obbiettivi militari e strategici in pieno territorio russo.
Comunque prima o poi bisognerà trattare. Le guerre sono sempre finite con trattative.
Falso: la prima e la seconda guerra mondiale non sono finite con trattative, ma con la capitolazione di una parte.
In secondo luogo, per trattare occorre che l’interlocutore sia minimamente affidabile. Ma se uno basa tutto il suo potere su un sistematico ricorso alla menzogna, se la menzogna gli è vitalmente necessaria, è impossibile un serio dialogo con lui. Al massimo si potrà siglare una tregua. Ma non sarà la pace.
In che senso la menzogna sarebbe vitalmente necessaria al regime autocratico putiniano?
Nel senso che senza menzogna lui (e tutta la cerchia di ricchissimi e corrotti oligarchi che lo sostiene) perderebbe il potere. E con il potere, perderebbe probabilmente anche la vita. Che è ciò a cui tiene più di tutto. E in modo sempre più ossessivo.
Ma quali sarebbero le menzogne di Putin e del suo regime?
Sono così numerose che si fatica a ricordarle tutte. A titolo esemplificativo:
- mente facendo finta che la Russia sia una democrazia in cui si possano svolgere elezioni libere: di fatto solo il suo partito è autorizzato a vincere, perché gli altri
- o accettano di svolgere il ruolo di comparse destinate a sicura sconfitta, tanto per dare l’illusione che ci siano elezioni regolari,
- o vengono messi fuori legge, come è capitato nel 2026, con l’unico partito che davvero si poteva opporre al regime,
- o i loro leader vengono uccisi, come è stato con Naval'nyj
- mente facendo credere che esista una magistratura minimamente seria, quando i giudici in Russia sono totalmente asserviti a lui, come dimostrano le accuse palesemente false e fabbricate ad arte, inventate per eliminare dalla scena l’unico credibile rivale di Putin, Naval'nyj.
- mente quando dice che il sistema carcerario russo rispetta i diritti umani, quando i prigionieri politici sono sottoposti a torture che non hanno niente da invidiare all’epoca di Stalin.
- Mente con i sovranisti europei (boccaloni o prezzolati?), facendogli credere di volere un mondo multipolare in cui ognuno sia padrone a casa sua, perché al contrario la sua idea (vedi Cecenia e Ucraina) è quanto di più accentratore e imperialistico si possa immaginare.
- Mente quando dice di voler salvare i paesi europei dall'immigrazione: non solo perché senza agire sulle cause di tale fenomeno non c'è modo di gestirlo, ma anche perché è lui stesso attivamente impegnato a far entrare in Europa clandestini (dalla Siria e dall'Afghanistan).
- Mentre quando si accredita presso l’estrema sinistra come baluardo contro il dilagare di un capitalismo sfruttatore: in Russia esiste uno delle società più anti-egualitarie che siano mai esistite sulla faccia della terra, pochi ricchissimi oligarchi che dominano una popolazione che fatica a vivere dignitosamente.
- Mente quando si accredita come il difensore dei popoli poveri del mondo contro il colonialismo europeo: non si fa infatti nessuno scrupolo di arruolare dei poveracci dall’Africa per combattere in Ucraina, ingannandoli e usandoli come carne da cannone.
- Mente quando si presenta come devoto difensore dei valori cristiani, perché egli è, al contrario, il convinto erede del comunismo sovietico, ateo e ferocemente nemico della fede.
- Ha mentito il giorno prima dell’invasione dell’Ucraina, quando disse che non era sua intenzione invadere l’Ucraina.
- Ha a lungo mentito quando ha preteso che l'invasione fosse una “operazione speciale” e non una guerra che coinvolgesse i civili. Li coinvolge eccome i civili: rade al suolo case, ospedali, scuole, farmacie, biblioteche, supermercati (in pieno giorno). Fosse comuni di civili (Bucha), torture a civili e a prigionieri. Droni che inseguono e uccidono civili inermi in strada (nel 2026). Messa fuori combattimento, negli rigidi inverni del 2024 e 2025, degli impianti elettrici e di riscaldamento, per far morire di freddo e di fame i civili ucraini. Bombardamenti notturni incessanti sulle città. Insomma crimini di guerra, mascherati da operazione di pace.
- Mente quando parla di voler denazificare l'Ucraina: il nazista è lui; e infatti si è rallegrato per la vittoria dei nazisti dell'AfD nel settembre 2026.
- Mente quando parla di pace: se la volesse davvero, basterebbe che rispettasse il diritto, ritirandosi dai territori invasi e accettando di pagare i danni che l'invasione ha provocato.
Non lo so... quello che mi piace di Putin è che ci aiuta contro l’immigrazione, e così cerca di salvaguardare l’identità della civiltà bianca e cristiana.
Putin aiuta i sovranisti solo perché sono nemici del suo nemico, l’Europa. Quello che vuole è indebolire l’Europa, dividendola. Un’Europa unita è capace di resistergli. Divisa sarebbe più facile preda delle sue ambizioni imperialistiche.
Ma come? Se è così devoto? E poi il capo della Chiesa russa lo appoggia...
Kirill è, come lui, un ex-agente del KGB. Nel comunismo il regime infiltrava nei seminari persone fidate che potessero controllare l’attività della Chiesa. E Kirill è uno di tali infiltrati. All'inizio della sua attività pare fosse più sinceramente impegnato in attività effettivamente cristiane, ma poi si è fatto corrompere. Ed ora è un ultramiliardario, a cui non importa niente delle fede, ma solo del potere.
Per Putin e (da un certo punto in poi anche) per Kirill la religione è puro strumento di potere.
Però anche Berlusconi lo stimava...
Berlusconi non era certo infallibile nella scelta delle amicizie.
Inoltre è ben possibile che nei primi tempi del suo potere Putin non si fosse ancora avvitato su scelte così radicalmente dispotiche e aggressive.
Ma Zelens'kyj è forse meglio di lui? Non faceva il comico?
Se è per questo anche Jimmy Carter aveva fatto il venditore di arachidi, e Ronald Reagan l’attore. Entrambi sono stati presidenti degli Stati Uniti.
Comunque Zelens'kyj sta continuando a rimandare le elezioni.
Durante una guerra, e di tale entità, è normale che le cariche siano prorogate: capitò anche con F.D. Roosevelt che rimase in carica ben oltre il mandato massimo di otto anni, durante la 2a guerra mondiale.
E comunque la democrazia in Ucraina c’è: si vedano le libere indagini dei magistrati su uomini politici al potere (una cosa impossibile in Russia), o si vedano le libere manifestazioni contro il licenziamento del ministro della difesa (estate 2026).
Ha una bella faccia tosta Putin ad accusare Zelens'kyj: è lui che è al potere da più di 25 anni (cosa inconcepibile in qualsiasi vera democrazia), e ha reso la Russia una dittatura di fatto.
Intanto però Putin le elezioni le ha fatte...
Sì, certo, elezioni-farsa, in cui i russi potevano scegliere tra Putin, Putin, Putin e Putin.
Le ha fatte non per dare la parola al popolo e accettarne il responso, ma per fingere di dargli la parola. E pretendere di avere un consenso che si sta sempre più sbriciolando, nonostante il ferreo controllo dittatoriale.
Però le ha fatte!
Maglio elezioni-farsa subito, meglio elezioni-presa-in-giro subito o elezioni vere quando ce ne saranno le condizioni?
Insomma, Putin è un tizzone d’inferno, destinato ad andare diritto alla casa del suo padrone, il diavolo?
Non possiamo saperlo: dobbiamo pregare per la salvezza di tutti. E non giudicare le intenzioni di nessuno. Fino all'ultimo respiro di questa vita terrena, che è una prova e un passaggio, ognuno di noi ha la libertà di scegliere, e può sempre dire di sì al Mistero che perdona con misericordia infinita.
Quindi: nessuna demonizzazione, niente odio. Ma solo chiarezza di giudizio: chiamare le cose col loro nome.
Seconda parte: terapia
che fare?
Anche se fosse tutto vero quello che hai detto, resta che io non voglio morire sotto la bomba atomica di Putin.
Lo si è già detto: ci sono tanti casi nella storia successiva al ’45 in cui potenze atomiche hanno dovuto accettare la sconfitta senza usare l’atomica:
- gli Stati Uniti hanno dovuto accettare di mollare il Vietnam
- Israele, potenza atomica, non ha usato l’atomica contro i paesi arabi che la volevano distruggere (e nemmeno contro l’Iran, recentemente)
- l’Unione sovietica ha dovuto andarsene dall’Afghanistan senza usare la sua potenza atomica
- la Cina comunista non ha usato la bomba atomica per difendere dal Vietnam il regime cambogiano, a lei alleato, di Pol-Pot.
- India e Pakistan, nel loro ricorrente conflitto, non hanno mai usato l’arma atomica.
- la stessa Russia putiniana non ha usato/non sta usando la bomba atomica per schiacciare l’Ucraina
Ma non dite voi stessi che Putin è pazzo? Quindi la potrebbe usare...
Nessuno è mai del tutto pazzo. E se Putin ha finora avuto almeno la prudenza di non usare l’atomica contro uno Stato che non ce l'ha, e a difesa del quale è come minimo incerto che interverrebbero altri, a maggior ragione è verosimile che si guarderebbe bene dall’usarla contro potenze che hanno una capacità di colpire (con armi atomiche) ben maggiore della sua.
Quale sarebbe allora la cosa più importante da fare?
La cosa più importante è dire la verità. Chiamare le cose col loro nome. Smetterla di modellare il pebnsiero come se fosse una malleabile plastlina, o di giocare coi cubetti delle idee (S.Grygiel).
E qual è la verità?
A livello politico-internazionale va ricordato che
- Tutti gli esseri umani sono fratelli, siamo tutti una stessa famiglia, figli di un Unico Padre
- a fomentare divisioni e guerre è il Nemico di Dio, il diavolo
- quindi l’odio è sempre sbagliato
- come lo è una indignazione violenta che giudica le intenzioni ultime:
- dobbiamo pregare per tutti, e chiedere il vero bene per tutti.
- Ma ci sono casi in cui una violenta aggressione deve essere fermata. Anche con la forza.
- Senza mai smettere di rivolgere la parola all’aggressore, come fece Paolo VI con le BR.
- E senza mai disperare che un barlume di umanità sia ancora acceso anche nel cuore del più accanito criminale.
🔜 to be continued ...