Pierre-Jpseph Proudhon, fautore di una socialismo “dal volto umano”

Per una sinistra responsabile

idee per un progressismo maturo

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Table of Contents

cambiamenti auspicabili

della sinistra in generale

un vizio ricorrente

Il vizio di molta sinistra, dalla Rivoluzione industriale, anzi dalla Rivoluzione francese, in poi, è l'astrattezza ideologica.


1) Robespierre e i giacobini hanno per primo dimostrato questa astrattezza, pretendendo di cambiare la realtà senza tenere conto della realtà. Ne seguì, come è noto, un assetto di sanguinaria violenza, con esecuzioni in massa e un regime che è stato giustamente chiamato il Terrore.

Un ideale per quanto buono, come quello della eguaglianza, che non faccia i conti con le condizioni effettive di attuabilità, è portato a cercare di imporsi con la violenza: tutto ciò che lo ostacola deve essere tolto di mezzo.


2) La proposta di Marx poi ha approfondito e sistematizzato tale vizio d'origine:

  • è astratto pensare esclusivamente in termini di classi sociali, di collettività dimenticando che l'uomo reale è anzitutto una persona;
  • è astratto pensare a una inevitabilità del conflitto tra capitale e lavoro;
  • è astratto puntare su una società perfetta (il comunismo) a cui si arriverebbe magicamente, grazie (questo non è interamente Marx, ma Lenin) alla violenza rivoluzionaria.

3) Anche dopo la fine dell'ideale egualitario marxista, tende a permanere, in una parte della sinistra, chiamiamola ideologica, questa impaziente astrattezza, che non fa (adeguatamente) i conti con la realtà.

  • La litigiosità. Una documentazione di questo puntiglioso e inconcludente rigorismo dottrinario è la facilità con cui in una certa sinistra si litiga e ci si divide. Nella prima Repubblica in Italia si diceva scherzando che i partiti socialisti “si riproducono per scissione”.
  • Ma si pensi anche al modo astratto con cui viene affrontata la questione ambientale.
  • E si pensi alla spocchia con cui una certa sinistra rifiuta sdegnosamente anche solo di prendere in considerazione i motivi che spingono il suo tradizionale bacino elettorale a volgersi verso il populismo di estrema destra. In questo modo, tacendo anche dove avrebbe ottimi argomenti da controbattere, quest'area politica si condanna a perdere consensi.

un nuovo possibile

È dunque auspicabile, per il bene di tutti, che si sviluppi una sinistra che potremmo chiamare matura e responsabile. Una sinistra che si liberi il più possibile dall'astrattezza, senza perciò rinunciare a una sana idealità, a una idealità però fondata sulla realtà.

fare i conti con la storia

Un passaggio obbligato, soprattutto per quella parte di sinistra erede del marxismo e più ancora del leninismo, è

  • non solo una chiara condanna dei crimini commessi dal comunismo (senza cavarsela con un “acqua passata”, “voltiamo pagina”: si veda questa pagina sul pentimento)
  • ma anche una presa ci coscienza di quale è stata la radice di tali crimini, che non è la casuale (contingente) particolare malvagità di certi individui, ma è la inevitabile conseguenza dell'astrattezza della impostazione rivoluzionario-marxiana (una astrattezza che rimanda a Cartesio e a Hegel)

oltre il classismo marxista

Il compito di una sinistra rinnovata dovrebbe essere quello di tutelare soprattutto i più deboli, sia sul piano economico, sia su altri piani, dentro una ritrovata componente di solidarietà, che non ponga tuttavia una classe inevitabilmente contro l'altra.

oltre una freddezza comunicativa

E non è meno importante una capacità di comunicare. Non demonizzando l'emotività. Certo, evitando l'uso strumentale e populista dell'emotività. Ma evitando con non meno decisione l'ingessata imperturbabilità, o la spocchiosa schizzinosità, che caratterizza molti esponenti della sinistra ideologica post-marxista.

Si pensi solo al tema dell'immigrazione, che tanti voti porta alla destra populista: la sinistra ideologica tende a controbattere con argomenti tipo “l'immigrazione non è un problema”, “siamo stati anche noi un popolo di migranti”, “la dignità di ogni essere umano è sacrosanta” e cose del genere. Tutte cose giuste, per carità (a parte la prima). Ma inefficaci. E parziali.

Sono altri gli argomenti che potrebbero dare scacco matto al populismo. E che vengono scrupolosamente evitati:

  • ad esempio la totale infondatezza dell'ipotesi complottista (“gli immigrati vengono obbedendo a un complotto ordito per distruggerci”),
  • e la non meno ovvia assurdità della pretesa di fermare un effetto senza affrontarne la causa (il divario economico tra paesi ricchi e paesi poveri e la contestuale esaltazione globale dello stile di vita consumistico).

la sinistra italiana

La sinistra italiana, oltre a quanto detto per la sinistra in generale, dovrebbe fare anche un serio esame di coscienza per come è stata liquidata la sua componente non leninista.

L'attuale sinistra è in effetti egemonizzata dagli eredi del PCI, che hanno oggettivamente strumentalizzato l'azione giudiziaria di Mani Pulite per demonizzare e polverizzare il PSI guidato da Bettino Craxi.

Senza voler negare limiti e responsabilità del leader socialista, rimane che averlo letteralmente distrutto, spingendolo all'esilio e condannandolo di fatto a una il clima di violentissima riprovazione di cui egli fu fatto oggetto influì certamente sul rapido deterioramento della sua salute, che lo portò in breve alla morte, senza poi che ad Hammament egli potesse curarsi come avrebbe potuto fare in Italiamorte prematura, è innanzitutto, sul piano umano e dei fatti, una grave ingiustizia.

Oltre a ciò è stato anche un atto di notevole miopia politica, perché ha spinto verso destra una parte importante dell'elettorato molti politici di Forza Italia, tra cui lo stesso Berlusconi, erano stati socialistisocialista, la cui collocazione naturale sarebbe altrimenti stata a sinistra. Col risultato di creare una sinistra dimezzata, zoppicante. Una sinistra che infatti solo raramente ha potuto governare.

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