
Putin: quale terapia
Riformabile? Interlocutore affidabile?
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redazione
la questione
Se tutto quanto abbiamo visto finora è corretto, se cioè il sistema putiniano è un male sia per il popolo russo (a cui non consente di esprimersi e di contare) sia per il mondo intero (data la sua intrinseca aggressività espansionistica), come si affronta il problema-Putin?
possibili linee-guida
Senza alcuna pretesa di fornire una risposta esauriente e definitiva, solo a titolo di ipotesi di lavoro si potrebbero fissare anzitutto alcune domande, dalla risposta alle quali dipende poi la “terapia”:
domande
- il sistema putiniano è riformabile dall’interno?
- Quanto la sua possibile evoluzione dipenderebbe dalla persona di Putin o dal sistema di potere da lui creato?
- Quanto, nel comportamento di Putin, segue una logica minimamente ragionevole e quanto è invece attribuibile a una modalità deviante, paranoica, di pensare?
- Di conseguenza, fino a che punto è ragionevolmente possibile trattare con Putin?
- Affrontarlo con la forza lo rafforza o lo indebolisce?
abozzi di possibili risposte
Probabilmente non esiste una risposta certa al 100%. Ma almeno qualcosa lo si può dire.
non invincibilità del male
contro “l’errore satanocratico” (Maritain)
1. Nessun essere umano è invincibile ed eterno. Sono crollati sistemi ben più potenti del putinismo:
- è crollato il sistema napoleonico, che sembrava invincibile
- è crollato il sistema hitleriano, che pure, a un certo punto, sembrava invincibile
- è crollata l’Unione sovietica, che nessuno avrebbe detto fosse affrontabile vittoriosamente.
2. Anche le potenze atomiche possono essere costrette alla sconfitta:
- è successo agli Stati Uniti col Vietnam
- è successo all’Unione sovietica con l’Afghanistan
intrascendibile dignità dello stesso malvagio
contro la tentazione dell’odio e del manicheismo antropologico
D’altra parte nessun essere umano è totalmente e definitivamente cristallizzato nel male. Ogni essere umano rimane dotato di libero arbitrio. E può perciò sempre cambiare.
conseguenze operative
Ne segue che, anche con chi ha creato un regime sostanzialmente criminale è doveroso:
- da un lato fare tutta la pressione, anche militare, possibile, per neutralizzarne il più possibile la capacità di nuocere (soprattutto quando ci sono in gioco vite innocenti)
- dall’altro non cessare di dialogare, ossia di trattare anche il tiranno più incallito come un essere umano, dotato di libero arbitrio, della capacità di capire le parole, sottoposto, come ogni essere umano, al duplice contemporaneo influsso dell’angelo cattivo e dello Spirito Santo. Che non cessa di bussare alla porta di chiunque. Purché il dialogo non sia fatto a prezzo della verità e della giustizia.
Insomma, c’è una bella differenza tra il dire
- tu sei un criminale, e
- tu ti comporti come un criminale.
Nel primo caso la persona è definita dal male, nel secondo no. E c’è speranza che qualcosa di umano e di vero in lui possa rispondere a un appello a sua volta umanamente autentico.
Che è poi quello che ha ricordato papa Leone XIV nella Magnifica humanitas:
da una parte c’è l’irremovibile necessità della giustizia
«Noi non cerchiamo infatti una pace qualunque, un’assenza di conflitto a qualsiasi costo, ma quella vera pace che nasce dalla giustizia.»
(§ 215)
e dall’altra la necessità del dialogo
«Nelle relazioni internazionali, il dialogo è lo strumento insostituibile della diplomazia per prevenire i conflitti e ricucire legami di fiducia. Contro le comunicazioni impulsive, le retoriche aggressive e le logiche di potenza che segnano il nostro tempo, “la vocazione della diplomazia è quella di favorire il dialogo con tutti, compresi gli interlocutori considerati più “scomodi” o che non si riterrebbero legittimati a negoziare”».
§ 224.
Come si conciliano queste due istanze, apparentemente contraddittorie?
La giustizia riguarda l’oggettività dei fatti. Il dialogo riguarda la disposizione dei soggetti, il non cessare mai, fino all’ultimo di dire parole di verità, di proporre/esporre la propria umanità vera, la verità della propria umanità, desiderosa di unità e pace con tutti.
📚 Bibliografia essenziale
Stefano Caprio,
Lo zar di vetro (). la Russia di Putin, Milano 2020[ben fatto e completo, con ampli riferimenti alla storia russa.].
Antonio Maria Costa,
La Guerra di Putin (). Attacco alla democrazia in Europa, Milano 2022[un libro ben fatto, ricco di informazioni, scritto da chi conosce bene la Russia].
Adriano Dell'Asta,
La pace russa (), Roma 2023.
Anna Politkovskaja,
La Russia di Putin (), Milano 2022[testo molto importante per capire come la Russia sotto Putin sia progressivamente regredita a una forma di (semi-)totalitarismo].
Sergio Romano,
La scommessa di Putin (), Milano 2022.
