una barca in secca

I cambiamenti climatici

una sfida seria

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«L‘umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza:
può fare di questo mondo un giardino,
o ridurlo a un ammasso di macerie»
(Giovanni Paolo II)

un‘obiezione inconsistente

Soffermiamoci anzitutto su un (più o meno esplicito) sofisma, che ostacola il riconoscimento della serietà del problema, soprattutto in area ultraconsevatrice.

Il sofisma è questo: è impossibile che sia (riconosciuto come) vero X, perché se lo fosse porterebbe a Y, che è un male. Nella fattispecie: è impossibile che i cambiamenti climatici siano responsabilità dell‘uomo, perché se passasse questa tesi l‘Occidente si vedrebbe costretto a una accoglienza indiscriminata, inarginabile, dei migranti, dato che i migranti fuggono dalle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Osserviamo che:

  1. la causa delle migrazioni a cui assistiamo è riconducibile solo in misura minima, infinitesimale, ai cambiamenti climatici. La gente scappa dai paesi poveri del Sud del mondo verso i paesi ricchi del Nord, perché dove sono si sta economicamente male. E ciò è dovuto:
    • alla rapacità di quanti, nei paesi ricchi, con un capitalismo che pone il profitto al primo se non unico posto, sfrutta biecamente i paesi poveri;
    • ma la loro povertà è in parte dovuta anche a limiti di mentalità e abitudini dei paesi poveri: fatalismo, clientelismo antimeritocratico, mancanza di fiducia (e di affidabilità) reciproca, e una concezione del tempo e dei soldi che non aiuta la produttività. In questo senso anche interpretazioni fondamentalistiche delle religioni giocano un loro ruolo (e non è colpa dell‘Occidente)
    • solo marginalmente i cambiamenti climatici possono avere un qualche ruolo, ad esempio nella desertificazione del territorio.
  2. In secondo luogo a causare eventualmente i cambiamenti climatici non sarebbe solo l‘Europa, ma anzitutto la Cina e gli USA, che inquinano molto più dell‘Europa.
  3. Ma anche nella pur esigua parte di colpa dell‘Occidente il ragionamento si rivela un sofisma inconcludente: mettiamo che Pietro sull‘autobus si sia inavvertitamente seduto sul nuovo e costoso cappellino di Susan. Che cosa gli conviene fare? Negare che ci stia seduto sopra, ragionando che così si troverebbe costretto a rimediare e farebbe una brutta figura con le persone sull‘autobus? O non piuttosto affrettarsi ad alzarsi e a porgere il cappellino a Susan, scusandosi? Così, e solo così, salverebbe la sua reputazione. Non si può barare con la realtà: è molto più onorevole riconoscere i propri errori e porvi rimedio. Cambiare si può. Non siamo teste di cervo appese a una parete. O baccalà imbalsamati. L‘accusa di causare danni all‘ambiente non inchioda staticamente un‘Europa impossibilitata ad agire a una situazione irrimediabilmente cristallizzata, ma stimola dinamicamente ad azioni responsabili, che possono cambiare e di molto le cose.
  4. Ancora: il ragionamento che «se è vero X, allora Y» è sbagliato anche perché il dovere morale di aiutare chi sta male esiste a prescindere dal fatto che sia io la causa dello stare male dell‘altro.
  5. E d‘altra parte, se anche io fossi la causa dello stare male dell‘altro, non sarei comunque tenuto ad attuare comportamenti che porterebbero alla mia autodistruzione, come lo sarebbe una accoglienza indiscriminata di altri, che (nella misura in cui questi) non accettano la democrazia.

il punto

Evitare l'inquinamento ...

... è comunque un bene

Venendo ai cambiamenti climatici: anche ammettendo che non esistano evidenze scientifiche incontrovertibili che i cambiamenti climatici siano causati dall‘azione dell‘uomo, resterebbe che non esistono nemmeno evidenze scientifiche incontrovertibili che i cambiamenti climatici non siano causati dall‘azione dell‘uomo.

Chi lo sostenesse sarebbe un irresponsabile, che spaccerebbe per scienza quella che sarebbe solo una sua soggettiva, e probabilmente interessata, opinione.

Se si sostiene che i cambiamenti climatici siano causati dall‘uomo, che cosa ne consegue? La necessità di una incisiva azione di salvaguardia dell‘ambiente e di limitazione dell‘inquinamento. Un male?

Ad esserne danneggiate sarebbero solo le lobbies del petrolio, che stanno facendo di tutto per screditare ciò che le può danneggiare.

Se si sostiene che i cambiamenti climatici non siano causati dall‘uomo, che cosa ne consegue? La possibilità di continuare tranquillamente a inquinare e a devastare il pianeta. Un bene?

C‘è qualcuno che ha interesse a negare che i cambiamenti climatici siano causati dall‘uomo? Sì: le lobbies del petrolio e tutto ciò (interessi plurimiliardari) che gira loro attorno.

C‘è qualcuno che ha interesse a affermare che i cambiamenti climatici siano causati dall‘uomo? Non sembra: che vantaggio economico verrebbe dal dire che dobbiamo fare dei sacrifici?

Non possiamo essere certi che i cambiamenti climatici siano causati da noi. Ma come minimo ci conviene fare come se lo fossero: perché, per riprendere il celebre argomento di Pascal (il “pari”, la scommessa ), se non lo sono e noi facciamo come se lo fossero, non facciamo altro che un bene; ma se lo sono e noi facciamo come se non lo fossero, facciamo un male davvero grande.

Improbabile l’irrilevanza dell’azione umana

Non è molto verosimile che l‘uomo non abbia nessuna parte parte nei cambiamenti climatici in atto.

D'altra parte non è nemmeno pensabile che l‘uomo sia la causa esauriente di essi. È infatti indubbio che cambiamenti climatici siano esistiti prima della comparsa dell'uomo sulla terra e prima della rivoluzione industriale. Per cui è praticamente certo che, anche in assenza di attività umana, qualche cambiamento climatico ci sarebbe.

Quindi il punto non è un aut-aut: o li causa solo l‘uomo, o li causa solo la natura. L‘azione umana è certamente con-causa dei cambiamenti climatici in atto. Ed è non meno certo che l‘attività umana lavora a favore del riscaldamento del clima.

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