
Ucraina: i fatti
il massacro di un popolo
Table of Contents
Breve sintesi
il 2014
Dopo la rivolta del Maidan, il popolo ucraino può finalmente prendere il proprio destino nelle sue mani e non essere più sottomesso ai governi-fantoccio, longa manus di Mosca. Ma ciò scatena l'ira del regime neo-sovietico che nel 2014 occupa e annette, in violazione del diritto internazionale, la Crimea.
Le cose sembrerebbero fermarsi lì: un Berlusconi sorridente, ancora amico di Putin, spiega che gli abitanti della Crimea si sentono russi e che non è il caso di farne un dramma. Anche molte forze sovraniste di estrema destra, abilmente finanziate dal regime putiniano, minimizzano la gravità dell'accaduto e se la prendono semmai coi “cattivi” di Bruxelles. Per qualche tempo, tra il 2014 e il 2022, sembra che cedere un pezzettino di Ucraina abbia saziato gli appetiti espansionistici di quello che al tempo dell'invasione sovietica dell'Afghanistan si chiamava Orso Polare.
circostanze scatenanti
E, finché alla Casa Bianca siede un amico di Putin, Donald Trump, tutto sembra filare liscio. Ma il cambiamento ai vertici del potere statunitense, nel 2021, contribuisce non a creare, ma a far emergere quanto già covava sotto la cenere:
- il nuovo presidente, Biden, da un lato, in quanto non filo-russo, e in generale non simpatizzante per i regimi dispotici, non dà le stesse garanzie che dava Trump (si ricordi la definizione trumpiana di Putin come “un genio”),
- e dall'altro Biden, con il disastroso ritiro americano dall'Afghanistan, rivela quanto debole sia l'Occidente, quanto incapace di difendere i suoi amici. Non per nulla Putin (e Xi) si rallegrano pubblicamente per il ritiro americano dall'Afghanistan.
Putin e Xi credono sia arrivato il momento giusto di sfidare l'Occidente e di saggiare quanto esso è ancora forte e capace di difendere i valori in cui dice di credere.
Prima di scatenare l'invasione, Putin si reca a Pechino, ed è ovvio che quanto Xi gli dice lo convince che è giunto il momento: l'Occidente è debole, le democrazie sono deboli, si può quindi procedere nella sfida per sottragli l'egemonia planetaria. Se l'attacco russo avrà successo, la Cina comunista di Xi potrà regolare finalmente i conti con la Cina ”nazionalista”, Taiwan, fastidiosa presenza democratica alle porte di casa. E magari, chissà, spingersi poi, anche oltre.
il (parziale) fallimento del progetto
Quando Putin, che aveva da settimane ammassato un imponente esercito alla frontiera ucraina, giurando e spergiurando fino al giorno prima che mai e poi mai avrebbe invaso l'Ucraina, inizia l'attacco, egli punta effettivamente a un cambio di regime, quella che la propaganda russa, in perfetto stile staliniano, chiama “operazione speciale”.
In effetti i carri armati russi puntano dritto su Kiev, col l'intento, nemmeno tanto celato, di rovesciare il legittimo e libero governo ucraino e rimettere in sella un manutengolo di Mosca.
Se questa operazione fosse riuscita, si sarebbe effettivamente potuto parlare di operazione speciale, e i confini ucraini avrebbero (forse!) potuto restare quelli di sempre, quelli internazionalmente riconosciuti.
Ma Kiev resiste, il popolo non si solleva contro Zelensky, nessuno sparge petali di rosa ai soldati russi liberatori. Al contrario, anche nell'Est i russi sono considerati, quali sono in effetti, degli invasori stranieri.
Questo costringe Mosca a cambiare i piani: non si può rovesciare il governo di Kiev, allora si punterà a occupare la maggior quantità possibile di territorio ucraino.
l'unica chance del tiranno: il massacro dei civili
il terrorismo di Stato
In un primo tempo l'operazione speciale, diventata evidentemente guerra di invasione, rimane a livello di scontro tra eserciti.
Ma a un certo punto Putin decide di colpire i civili. Ufficialmente il pretesto è fornito da qualche, peraltro goffo e timido, tentativo ucraino di riprendersi la Crimea occupata. Ma è difficile pensare che si tratti di altro che di un pretesto: la verità è che l'esercito putiniano non riesce ad aver ragione degli ucraini, e quindi l'unica possibilità di ottenere quello che vuole è piegare il morale della popolazione, costringendola a vivere in modo prolungato e continuo nel terrore, in condizioni disumane.
Tra l'indifferenza del mondo, quindi, la popolazione civile viene sottoposta ogni giorno a estenuanti prove:
- bombardamenti quotidiani, per lo più con droni, che colpiscono prevalentemente obbiettivi civili, lasciandoli, nei periodi invernali, senza luce e senza riscaldamento,
- massacri a sangue freddo di civili, come a Bucha,
- torture di ogni tipo ai prigionieri, in gravissima violazione della convenzioni internazionali,
- rapimento e ri-educazione forzata di bambini, portati in Russia, lontano dalle famiglie, per venir russificati.
Insomma, il popolo ucraino, dal 24 febbraio 2022 sta venendo massacrato da Putin. Riportiamo una testimonianza, citata agli Esercizi di CL del maggio 2022:
«L’esperienza della vita del movimento mi ha donato la possibilità di percorrere tutto il cammino di Marta di cui hai parlato e di sperimentare il desiderio costante di Cristo che ne è scaturito. Grazie a questa esperienza io vedo la Sua misericordia ogni giorno. Ma in questi mesi il male è diventato talmente grande che per gli ucraini non si tratta dell’insoddisfazione di Marta per il fatto che l’uomo è destinato a morire. La mia città viene bombardata tutti i giorni, molte donne hanno dovuto lasciare le loro case, hanno perso i loro familiari, visto andare in guerra i mariti. Hanno paura, soffrono, provano odio. In questo momento, per l’assedio di Mariupol, ci sono donne e bambini che muoiono di fame o sono feriti e subiscono sofferenze tremende. Sono sepolti vivi. È come se l’esperienza di Marta mi proponesse di staccarmi dalla mia realtà o di accontentarmi della memoria di Cristo. L’Ucraina adesso non sta vivendo l’esperienza di Marta, ma quella di Cristo che sulla croce gridava: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. E molti di noi sanno che non era stato abbandonato, perché noi conosciamo Cristo risorto. Ma come possiamo vivere oggi nel male totalizzante, in cui perfino Cristo ha fatto fatica a vedere il Padre?».
Chi non si lascia smuovere da queste testimonianze è un cinico, nel cui cuore alberga colui che è «omicida fin dal principio».
Il quotidiano Avvenire è tra le altre una fonte autorevole delle atroci sofferenze inferte al popolo ucraino. Così comincia uno dei più significativi reportages al riguardo:
«Bucha non è solo l’altro nome dell’inferno per civili inermi. Bucha è il metodo per dominare e addomesticare. Come a Snigurivka, dove vige la legge senza regole di Yuriy Barbashov, il comandante che decide chi a quest’ora dev’essere già morto. Ha fatto scavare almeno un centinaio di buche. Poi riempite. Un condannato alla volta. Per dare l’esempio, e non fare baccano.
Torture, uccisioni indiscriminate, fosse comuni, intimidazioni. Quelle che raccogliamo lungo le strade del sud sono le voci vicine di un tempo lontano: l’assedio, la fame, i ricatti per restare in vita. Ci arrivano con l’aiuto dei partigiani nascosti nei villaggi controllati da Mosca. Barbashov è un separatista, ma questa zona non è il Donbass. Eppure lui è qui per completare l’opera che i giovani carristi russi non erano riusciti a ultimare.» (fonte: Avvenire 13.08.2022)
i fatti negati e deformati: la fabbrica delle menzogne
La Rai mette a disposizione interessanti video sulla sistematica fabbrica di fake news da parte sovietico-russa: lo si può vedere qui sul sito della RAI, oppure direttamente qui sotto.
La sistematica fabbrica di menzogna da parte “russa” (le virgolette sono perché non voglio dare la colpa al popolo russo, ma a chi lo governa oggi) è per certi aspetti ancora più disgustosa e satanica dei bombardamenti. Analogamente a come aver negato di aver stuprato una donna è un po' come stuprarla ancora.
Tra le tante menzogne, memorabile resterà quella detta da Putin alla parata del 9 maggio 2022. Putin, con la spudorata e grottesca, tragicomica, menzogna di ieri («ci volevano invadere»), ha superato in falsità lo stesso Hitler.
Come pretesto per invadere la Polonia infatti Hitler ebbe più pudore di Putin, e si guardò bene dal dire che la Polonia voleva invadere la Germania.
Qualcosa invece di simile al discorso di Putin si trova in certi fondamentalisti islamici, secondo cui l'espansione arabo-islamica dei primi secoli fino alla Spagna a Ovest e all'India a Est era dovuta alla necessità di difendersi.
le fasi della guerra, in sintesi
- all'inizio (febbraio/marzo 2022) Putin punta a destituire il legittimo governo urcraino e a fare nuovamente dell'Ucraina una colonia russa, ma l'Ucraina fa quadrato attorno al suo presidente e l'Occidente non si divide, come il despota russo probabilmente sperava:
l'Ucraina prima dell'invasione - fallita la spallata al governo, Putin si concentra sull'invasione delle regioni dell'Est e del Sud, così da impedire all'Ucraina l'accesso al mare, e qui egli ha un parziale successo, nonostante l'eroica resistenza ucraina, ad esempio a Mariupol.
- ma nell'estate del 2022 l'Ucraina riesca ad attuare una prima efficace contro-offensiva,m che costringe Putin a usare la parola, prima proibita, guerra e a promuovere una mobilitazione generale. Moltissimi giovani russi fuggono all'estero per evitare di essere arruolati.
l'Ucraina nel novembre 2022 - a questo punto Putin, non potendo vincere sul campo, inizia a bombardare indiscriminatamente i civili ucraini, attaccando Kiev e le altre città, prima risparmiate dai missili. Durante l'inverno 2022-23 Putin cerca di lasciare al buio e al freddo i civili ucraini, bombardando con insistenza le centrali elettriche. Ma il popolo non si arrende, anzi si compatta attorno al suo legittimo presidente.
- Il 2023 vede il fallimento della contro-offensiva ucraina (a lungo, e non senza ragione, rimandata), a causa dell'incredibilmente scarso aiuto giunto dagli Stati Uniti, dalla inefficacia delle sanzioni contro la Russia, dall'espandersi del fronte guidato da Russia e Cina (il BRICS, a cui anche il Brasile di Lula contribuisce, da perfetto “utile idiota”, accecato da un anti-americanismo viscerale) e dalla geniale apertura di un fronte secondario, con gli attacchi a Israele del 7 ottobre, che distolgono l'attenzione dal fronte ucraino e i relativi aiuti (oltre a contribuire a rendere odioso il fronte dei paesi democratici, che sostiene Israele).
- il 2025 e il 2026 vedono un sorprendente aumento della capacità offensiva ucraina, nonostante la presidenza Trump si ponga, a differenza di Biden, come mediatrice tra Ucraina e Russia, rifiuti di chiamare aggressione quella messa in atto violando il diritto internazionale da Putin, e lesini gli aiuti. Gli ucraini infatti fanno tesoro dell'esperienza di guerra e costruiscono droni (e missili) capaci di colpire in profondità il territorio dell'aggressore. E riescono a distruggere non case e ospedali, come fanno i russi, ma fabbriche di armi e raffinerie di petrolio.
Colpendo così in modo significativo la capacità economica e militare della Russia. Il regime putinano riesce ad avanzare pochissimo sul territorio, e anzi in alcuni momenti e in alcuni settori è costretto a retrocedere. Inoltre le perdite umane nell'esercito invasore sono molto maggiori di quelle dell'aggredito, e costringono Putin a cercare di arruolare africani, ingannati sulla vera natura del loro ingaggio, e attratti dall'illusione di uno stipendio favoloso. I mezzi di informazione occidentale sono molto parchi sui successi ucraini, ma qualcosa di può trovare sui social, ad esempio su Threads.