il pianto di una donna

FAQ

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Perché prendersela tanto con la guerra in Ucraina? Le guerre ci sono sempre state e sempre ci saranno.

È falso che la storia sia un encefalogramma piatto. In Europa non ci sono state guerre tra Stati, dal 1945.

Quindi siamo davanti a un fatto nuovo. Nuovo rispetto alla situazione post-45.

Ma ci sono state le guerre del Golfo e la dissoluzione della Yugoslavia: non erano guerre quelle?

Non erano guerre di annessione, in cui uno Stato attaccava un altro Stato indipendente e sovrano, per prendersene un pezzo, modificando confini internazionalmente riconosciuti.

Erano

  • o interventi militari volti a far rispettare il diritto internazionale (come la prima guerra del golfo),
  • o a un regime change (come la 2a guerra del Golfo e l’intervento in Afghanistan),
  • o guerre di secessione (come nella ex-Yugoslavia).

Ma non è una formalità? Stalin aveva occupato l’Ungheria nel 1956. E Breznev aveva occupato la Cecoslovacchia nel ’68. Peggio di Putin, no?

Ci sono “formalità” che col tempo si rivelano sostanziali: il Re d’Italia per anni rimase formalmente tale, ma nel luglio del 1943 quella “formalità” si rivelò decisiva (destituì Mussolini). I paesi del Patto di Varsavia erano indipendenti “formalmente”: vero, per molto tempo fu così. Ma l’essere formalmente indipendenti nel 1989 si dimostrò sostanziale (tant’è che intrapresero autonomamente l’uscita dal comunismo).

Sarà, ma sono affari loro: perché dobbiamo preoccuparcene noi?

  1. Prima di tutto perché potrebbe trattarsi di una ingiustizia, con un aggredito e un aggressore. Ed è giusto fare il possibile per impedire ingiustizie.
  2. In secondo luogo perché potrebbe molto facilmente riguardare anche altri oltre all’Ucraina: altrimenti perché la Svezia e la Finlandia avrebbero deciso di entrare nella NATO? Perché i paesi vicini alla Russia, come la Polonia e i paesi baltici sono così allarmati? Perché il Giappone e la Corea del Sud aiutano l’Ucraina?

Ma chi ci dice che Putin sia l’aggressore? La NATO si è espansa molto ad Est, e quindi si sente accerchiato.

Allora perché la Svizzera, che è circondata da paesi NATO, non da un lato solo, ma da tutti i lati, non si sente accerchiata?

Del resto nessuno ha costretto i paesi ex-comunisti dell’Est Europa a entrare nella NATO: lo hanno chiesto loro, e se lo hanno fatto è perché avevano paura della Russia. E i fatti gli stanno dando ragione.

Comunque è un fatto che il governo ucraino stava opprimendo i russofoni del Donbass, che non si sentono ucraini, ma russi.

La guerriglia nelle regioni del Donbass è stata fomentata dall’esterno, e in gran parte anche materialmente condotta da forze speciali russe penetrate in territorio ucraino.

Una conferma è anche dai risultati del referendum del 1 dicembre 1991 con cui la popolazione ucraina decise per l’indipendenza: anche le regioni del Donbass votarono a maggioranza per il distacco da Mosca.

Si vedano i dati di quel referendum
  • Affluenza: 84,18% degli aventi diritto;
  • a favore dell'indipendenza: 90,32% degli elettori;
  • regioni del Donbass: maggioranza per opzione indipendentista.
  • Crimea: il "Sì" per l’indipendenza superarò il 54%.

Comunque c’è stato un colpo di stato in Ucraina nel 2014.

Falso: ci furono manifestazioni popolari oceaniche che alla fine costrinsero alle dimissioni il governo-fantoccio, imposto da Mosca.

Fu un ripristino della legittimità istituzionale, fino ad allora sacrificata agli interessi di Mosca e di una oligarchia autoritaria.

Ma l’Ucraina ha legami storici con la Russia: perché scioglierli?

E chi li vuol sciogliere? Rompere con Hitler non era rompere con la Germania. E Putin sta alla Russia come Hitler stava alla Germania.

Tant’è vero che molti russi, stanchi della dittatura putiniana, fanno il tifo per Kiev: questa non è una guerra tra nazioni, ma tra sistemi politici: democrazia e dittatura.

Una volta che un paese si libera dalla dittatura può finalmente, allora e solo allora, intrecciare rapporti di fraternità con gli altri paesi.

Lasciamo stare Hitler perché lo sanno tutti che gli ucraini sono nazisti.

Gli ucraini hanno accolto i tedeschi, nella 2a guerra mondiale, come liberatori, perché milioni di loro erano stati massacrati da Stalin. Avrebbero accolto chiunque li avesse liberati da Stalin.

Il vero nazista invece è chiunque imita Hitler nei fatti: costruendo un regime di terrore al proprio interno e invadendo altri Stati.

Capirai, adesso salta fuori che è Putin il nazista.

Le analogie tra lui e Hitler sono tante. Oltre al vizio di eliminare fisicamente i suoi nemici interni (come la Politkovskaja e come Naval'nyj), e al vizio di invadere altri Stati, Putin imita Hitler nell’addurre motivi pretestuosi e menzogneri al suo aggressivo espansionismo: come Hitler pretendeva di difendere i tedeschi dei Sudeti, così Putin pretende di difendere i russofoni del Donbass.

Vabbeh, ma se è per questo anche in Occidente si dicono tante menzogne...

Non così spudorate: in Occidente c’è la possibilità del contraddittorio. Nel regime putiniano, no.

Insomma, allora tutto il torto è di Putin? E l’Occidente non ha nessuna colpa?

Certo che anche l'Occidente ha le sue colpe, ma c’è una linea rossa che nessun altro, non solo l’Occidente, ma nemmeno Stalin, aveva mai superato dopo il 1945. Una linea rossa che Putin sta superando: quella, come già detto sopra, di condurre una guerra di annessione.

Comunque non è immaginabile di poter sconfiggere una potenza atomica: l’Ucraina avrebbe fatto meglio ad arrendersi subito.

Gli Stati Uniti sono una potenza atomica, eppure hanno dovuto andarsene sconfitti dal Vietnam. Così la Unione sovietica, che era potenza atomica ben più forte della Russia attuale, ha dovuto fare le valigie dall’Afghanistan.

Ma di fatto la Russia sta vincendo...

Avrebbe dovuto essere una “operazione speciale”, chirurgica e veloce, tale da liquidare in pochi giorni lo scomodo governo libero di Kiev, senza colpire obbiettivi civili.

Invece sta durando da più di quattro anni, Putin è stato costretto ad arruolare soldati africani e a farsi aiutare da nord-coreani e iraniani. Ha dovuto subire consistenti controffensive ucraine (che hanno liberato Karkiv e Kherson), ha visto infrangersi la milizia scelta di Prigozin (ammazzato poi da Putin per il suo tentativo di rovesciarlo). Non riuscendo a vincere sul campo, ho virato sul terrorismo contro i civili: fosse comuni, torture, rapimenti di decine di migliaia di bambini per rieducarli all’ideologia imperialista russocentrica. Per non parlare di continui attacchi a case, ospedali, scuole, mezzi di trasporto civile.

Insomma, una guerra lunga, sporca e che sta vedendo gli ucraini, benché presi a pesci in faccia da Trump, sempre più in grado di colpire obbiettivi militari e strategici in pieno territorio russo.

Comunque prima o poi bisognerà trattare. Le guerre sono sempre finite con trattative.

Falso: la prima e la seconda guerra mondiale non sono finite con trattative, ma con la capitolazione di una parte.

In secondo luogo, per trattare occorre che l’interlocutore sia minimamente affidabile. Ma se uno basa tutto il suo potere su un sistematico ricorso alla menzogna, se la menzogna gli è vitalmente necessaria, è impossibile un serio dialogo con lui. Al massimo si potrà siglare una tregua. Ma non sarà la pace.

In che senso la menzogna sarebbe vitalmente necessaria al regime autocratico putiniano?

Nel senso che senza menzogna lui (e tutta la cerchia di ricchissimi e corrotti oligarchi che lo sostiene) perderebbe il potere. E con il potere, perderebbe probabilmente anche la vita. Che è ciò a cui tiene più di tutto. E in modo sempre più ossessivo.

Non lo so... quello che mi piace di Putin è che ci aiuta contro l’immigrazione, e così cerca di salvaguardare l’identità della civiltà bianca e cristiana.

Putin aiuta i sovranisti solo perché sono nemici del suo nemico, l’Europa. Quello che vuole è indebolire l’Europa, dividendola. Un’Europa unita è capace di resistergli. Divisa sarebbe più facile preda delle sue ambizioni imperialistiche.

Ma come? Se è così devoto? E poi il capo della Chiesa russa lo appoggia...

Kirill è, come lui, un ex-agente del KGB. Nel comunismo il regime infiltrava nei seminari persone fidate che potessero controllare l’attività della Chiesa. E Kirill è uno di tali infiltrati. Un ultramiliardario, a cui non importa niente delle fede, ma solo del potere.

Per Putin e per Kirill la religione è puro strumento di potere.

Però anche Berlusconi lo stimava...

Berlusconi non era certo infallibile nella scelta delle amicizie.

Inoltre è ben possibile che nei primi tempi del suo potere Putin non si fosse ancora avvitato su scelte così radicalmente dispotiche e aggressive.

Insomma, Putin è un tizzone d’inferno, destinato ad andare diritto dalla casa del suo padrone, il diavolo?

Non possiamo saperlo: dobbiamo pregare per la salvezza di tutti. E non giudicare le intenzioni di nessuno. Fino all'ultimo respiro di questa vita terrena, che è una prova e un passaggio, ognuno di noi ha la libertà di scegliere, e può sempre dire di sì al Mistero che perdona con misericordia infinita.

Quindi: nessuna demonizzazione, niente odio. Ma solo chiarezza di giudizio: chiamare le cose col loro nome.

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