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I politici e l'islam

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il problema

La massiccia presenza di immigrati mussulmani nei paesi occidentali, di tradizione cristiana, ha posto e pone delle domande che, dopo l'11 settembre e la serie attentati terroristici seguiti a tale evento anche in territorio europeo, non sono più eludibili.

È diventato chiaro a chiunque abbia un minimo di senso critico e di onestà intellettuale che la religione maomettana ha una sua specificità, che la rende particolarmente rilevante in ambito politico (o meglio politico-costituzionale).

La domanda di fondo, che emerge anche da quanto si è detto nella pagina sull'Islam politico è se la religione maomettana sia o meno compatibile con i principi costituzionali fondamentali su cui si basano le democrazie (occidentali).

le diverse posizioni

In estrema sintesi si può dire che “la sinistra” (espressione ovviamente generica, ma utile per abbozzare una prima, approssimativa, idea) tende a minimizzare i possibili problemi e rischi della presenza islamica.

Specularmente, più si va verso destra, più la questione è affrontata in termini allarmistici, se non apocalittici: si sottolinea in modo molto forte la pericolosità della presenza islamica, come minaccia intollerabile per le tradizioni occidentali.

Ma vediamo più in dettaglio.

la sinistra

La sinistra (in Occidente) ha a lungo guardato a Marx come proprio riferimento ideologico, e per Marx l'uomo è definito dalla sua collocazione socio-economica, e non dalle idee (tra cui quelle religiose). Le idee per Marx sono una semplice sovrastruttura, totalmente determinata dalle dinamiche economiche. Dunque non occorre preoccuparsi delle idee: tutto dipende infatti dalla condizione economica. E, se oggi, quesi nessuno a sinistra, pensa più a fare la rivoluzione proletaria per instaurare il comunismo, almeno resta che qualsiasi problema può e deve essere esaurientemente risolto a livello economico.

Ne segue la tendenza, anche in molta sinistra post-marxista, la tendenza a giustificare comportamenti violenti o eversivi da parte di persone di religione maomettana, in termini di comprensibile ribellione a una situazione di oppressione economica, o comunque di degrado materiale. Una volta sanato il quale, tutto tornerà “nella norma”.

A questa eredità marxiana si aggiunge poi il generale atteggiamento della “mentalità di sinistra” di apertura all'alterità, all'altro, tanto più se si tratta di un altro percepito (per lo più non senza qualche ragione) come debole e vulnerabile.

la destra

Se, più si va a sinistra, più si sottolinea l'importanza dell'apertura all'altro, al diverso da sé, specularmente, più si va a destra più si afferma il valore dell'identico, dell'identità. Una identità che va difesa a qualsiasi costo, e di cui si tende a percepire, più si va verso destra, in modo anche patologico, una minacciata vulnerabilità, accentuando, viceversa, la malignità e la pericolosità dell'altro.

Spesso quindi la questione della presenza islamica in Occidente viene presentata, dai politici di destra, soprattutto se populisti, in termini di deformante demagogia, cercando di capitalizzare in modo non di rado intellettualmente disonesto le paure che nella popolazione, soprattutto meno scolarizzata, possono assumere anche tratti di veri e propri incubi.

Per un giudizio

Si potrebbe dire in sintesi che l'islam, ai fini di una convivenza pacifica e democratica,

  • per una certa destra non può non essere un problema
  • per una certa sinistra non può essere un problema.
  • Mentre la posizione giusta pare sia: che l'islam può essere un problema, se e nella misura in cui l'interpretazione che ne viene data è di tipo fondamentalistico.

👉 Per approfondire

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Questo fatto pone sì un problema, a differenza di quanto pensa un multiculturalismo radicale.
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