5.[Israele-Gaza]Vlada_Patapov_in_fuga_durante_il_massacro_del_7_ottobre_2023

Israele e Gaza

una questione intricata

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Finora non mi sono sentito di dire che pochissimo sulla questione di ciò che è accaduto dopo il 7 ottobre. Questo perché mi sfuggono molte cose, e ho più domande che risposte sulla questione israelo-palestinese.

Nota bene. Quanto segue è stato scritto prima dell'accordo che ha portato alla liberazione degli ostaggi. Per cui alcune cose dette allora, oggi non sono più (così) attuali. Lo lascio comunque disponibile, perché non rinnego niente di quanto vi avevo detto.
Speriamo comunque che questa tregua sia meno fragile e più duratura delle tante altre che in passato hanno fatto ben sperare.

Il diritto di Israele

reazione (a un evento passato)?

Recentemente (il 18 settembre 2025) il card. Pizzaballa ha detto che “la reazione” di Israele al 7 ottobre si sta rivelando “sproporzionata”.

Intesa in senso letterale, tale affermazione appare plausibile: se, cioè, quello che ha fatto Israele dopo il 7 ottobre fosse (solo o soprattutto) una “reazione”, una reazione a un evento passato, se cioè fosse una vendetta, essa potrebbe configurarsi come sproporzionata.

Ma è così? Quello che Israele ha fatto e sta facendo è solo e soprattutto una vendetta per un fatto passato? Cioè Hamas ha fatto qualcosa che ormai non riguarda più il presente (e il futuro)? E quindi possiamo metterci una bella pietra sopra e non pensiamoci più?

non esattamente!

È davvero così, o quello che è accaduto il 7 ottobre non è qualcosa di compiuto, di finito, ma sta prolungando la sua odiosa realtà anche nel presente?

1)La risposta non può anzitutto eludere una parola: “ostaggi”. Hamas sta continuando a tenere in suo potere gli ostaggi, alcuni (molti?) dei quali ha fatto morire. Quando Hamas ha liberato degli ostaggi? In vista di che cosa Hamas ha liberato degli ostaggi? Lo ha fatto per evitare alla popolazione civile sofferenza, distruzione e morte? No! Lo ha fatto solo in cambio della liberazione di suoi militanti (detenuti nelle carceri israeliane per atti di terrorismo). Possiamo avere l’onestà intellettuale di dire che ad Hamas importa molto di più la liberazione dei suoi militanti che non la vita dei civili di Gaza?

2) Anche perché Hamas ha costruito i suoi centri nevralgici militari usando di strutture civili, inclusi ospedali e scuole, come scudi contro i possibili attacchi israeliani. Sapendo quanto l’opinione pubblica dei paesi democratici sia sensibile a danni fatti a civili. Anche qui Hamas ha dimostrato e sta continuando a dimostrare un cinismo che non le fa onore.

3) In terzo luogo non è che Hamas abbia usato mezzi infami ed esecrabili per raggiungere obbiettivi buoni e accettabili. Hamas continua ad avere come obbiettivo non una negoziazione di come possano coesistere, fianco a fianco, ebrei e palestinesi, ma la distruzione dello Stato di Israele. E da Gaza ha dimostrato di poter commettere delle infami atrocità anche contro la popolazione civile israeliana. Hamas non concepisce l’idea di un dialogo, di una trattativa con Israele: la vuole puramente e semplicemente distruggere.

Ora, uno Stato riconosciuto dalla comunità internazionale entro confini internazionalmente riconosciuti ha, dal punto di vista del diritto internazionale, il diritto di combattere chi lo combatte, di difendersi da chi lo attacca, e di annientare militarmente chi lo vuole annientare militarmente. Perciò Israele, dal punto di vista del diritto internazionale, ha il diritto di annientare chi la vuole annientare.

4) Hamas è stata ammonita, ri-ammonita e stra-ammonita di liberare gli ostaggi e consegnare le armi. Non lo ha fatto. Trump aveva avvisato che tale ostinazione avrebbe scatenato l’inferno. Come infatti ora sta accadendo.

5) Ma c'è un altro dato, mi ha fatto presente un amico: il 7 ottobre è stato il momento culminante, nella sua odiosa e smisurata spettacolarità, di una lunghissima e pressoché quotidiana serie di attacchi verso Israele, che partivano dalla striscia di Gaza, e che solo la eccellente qualità delle difese anti-missilistiche israeliane ha impedito si trasformassero in stragi.


Ma questo non è tutto.

Israele è totalmente innocente?

Non è tutto. Bene mi pare abbia fatto papa Leone XIV a tenere una linea prudente (diversa da quella del suo predecessore, che si era sbilanciato sul concetto di genocidio).

E tuttava non meno bene fa il papa a denunciare la drammatica condizione in cui versa la popolazione di Gaza.

da un lato

Hamas si nasconde dentro strutture civili
Hamas si nasconde dentro strutture civili

Perché è sì vero che Hamas usa dei civili come scudi umani, e in questo, come già osservato, c'è un cinismo spregiudicato.

Ed è sì vero che il fenomeno Pro-Pal ha assunto delle caratteristiche inaccettabili e deliranti, configurandosi nella migliore delle ipotesi come un inquietante fenomeno di isteria collettiva, di cui non ha paragone a memoria d'uomo.

Senza contare che ormai in tale movimento si è fatta strada l'idea che Hamas bene abbia fatto a fare quello che ha fatto il 7 ottobre, e si inneggi al terrorismo anti-israeliano (se non all'antisemitismo vero e proprio).

d'altro lato

Ma non è meno vero che il numero di civili morti nelle operazioni israeliane contro Hamas è francamente inaccettabile, e si può avere più di un dubbio sul fatto che fosse davvero necessario raggiungere cifre così elevate di morti solo per stanare le roccaforti militari di Hamas.

Se parlare di genocidio è un delirio (perché non pare possibile attribuire nemmeno al governo Netanyahu l'intenzione di sterminare totalmente il popolo di Gaza),

non pare che lo sia vedere nell'azione israeliana il progetto di scacciare da Gaza gli abitanti arabi di Gaza. Del resto lo stesso Trump aveva espressamente, alla luce del sole, con discorsi pubblici, incoraggiato Israele e cacciare i palestinesi da Gaza per fare di Gaza una splendida riviera turistica, la Florida del Medio Oriente. E questo appare come minimo altamente discutibile:

  • costringere una popolazione civile a lasciare le proprie case è sì qualcosa che è già accaduto in passato
    • alla fine della Prima Guerra mondiale ingenti masse di greci dovettero lasciarono i territori turchi e ingenti masse di turchi abbandonarono i territori diventati greci,
    • alla fine della Seconda Guerra mondiale ingenti masse di polacchi e di tedeschi lasciarono le case dove erano vissuti, loro e i loro avi, per adeguarsi ai nuovi confini tra URSS, Polonia e Germania,
    • ma anche moltissimi italiani dovettero lasciare Istria e Dalmazia per sfuggire alle foibe,
  • ma ci si può chiedere se oggi ciò sia ancora accettabile.
macerie a Gaza
macerie a Gaza

in conclusione

Insomma si è creata a Gaza una situazione di lacerante, straziante drammaticità: il delirio del movimento Pro-Pal non è senza qualche causa.

È sì una reazione unilaterale, che dimentica, colpevolmente, dei fattori reali (dimentica, nella migliore delle ipotesi, il 7 ottobre, ma c'è in tale movimento chi arriva anche a giustificarlo, a giustificarne la disumana barbarie)

Ma la vista quotidiana di immagini di distruzione e di morte non può lasciare indifferenti. Non si può dire che vada tutto bene.

E io credo che ci troviamo davanti a una situazione singolarissima, per cui uno Stato che è nato per assicurare a un popolo appena uscito dall'Olocausto nazista, un luogo sicuro, si trovi ora poco o tanto costretto a colpire dei civili per colpire chi lo vuole privare anche di quell'ultimo rifugio.


Questa situazione altamente drammatica, a mio parere, può essere almeno un po’ capita solo ricorrendo a delle categorie teologiche.

Che è quanto tentiamo di fare in una pagina su Israele come problema teologico.